Sabato, 24 Ottobre 2020

Storia


EPOCA PRECOLOMBIANA

* 10.000 – 15.000 a.C. Cacciatori raccoglitori

* XI secolo – Esistevano tre famiglie linguistiche: Caribe sulla costa del Mar dei Caraibi; Arawa nelle regioni del Putumayo, Caquetà e Amazonas; Chibcha nella Sierra Nevada de Santa Marta e sull'altopiano.

* Primi esploratori europei (1510 – 1528): nel 1499 Alonso de Ojeda, Juan de la Cosa y Amerigo Vespucci cominciarono l'esplorazione della costa caraibica, a partire da Cabo de la Vela, nella Guajira, fino al Chocò.

 

 

EPOCA DELLA CONQUISTA (1528 – 1538)

In questo periodo gli spagnoli cominciarono ad arrivare sulle coste colombiane, formando piccole colonie dalle quali facevano partire azioni volte a soggiogare, saccheggiare e mettere in schiavitù i popoli indigeni delle zone circostanti.

Si portarono a termine le prime esplorazioni nella parte interna del territorio e si fondarono le principali città: Santa Marta nel 1525 da parte di Rodrigo de Bastidas, Cartagena nel 1533 da parte di Pedro de Heredia. Sebastiàn de Belalcàzar fondò Santiago de Cali nel 1536 e Popayàn e Pasto nel 1537. Infine, Gonzalo Jimenez de Quesada fondò Bogotà nel 1539.

 

 

LA COLONIZZAZIONE (1538 – 1717)

Questo periodo di caratterizzò per la colonizzazione delle terre, il controllo politico centralizzato imposto dalla Spagna, le elevate imposte, la sottomissione forzata delle popolazioni indigene, la creazione del mercato degli schiavi africani, il meticciato e l'evangelizzazione violenta come forma di dominazione della cultura locale.

Nel 1599 ebbe luogo la prima ribellione di schiavi africani a Cartagena de Indias, sotto la guida di Benkos Biohò, dalla quale ebbero origine le prime fughe e i primi insediamenti chiamati “palenques”, territori liberati e occupati dai cosiddetti “neri cimarrones” che riuscivano a scappare.

  

IL VIRREINATO DELLA NUOVA GRANADA (1718 – 1822)

I territori oggi conosciuti come Colombia, Ecuador, Venezuela e Panamà si uniscono politicamente al governo di Santa Fe, dando origine a La Nueva Granada. La corona spagnola governava questa regione attraverso il Consiglio delle Indie, conformando nel continente due Virreinati, quello del Perù e quello della Nuova Granada, e alcune “capitanìas”, forme di amministrazioni locali. Queste forme di subgoverno territoriale erano gestite da “cabildos” (consigli municipali) dove i “criollos” (creoli), spagnoli nati sul territorio americano, avevano diritto alla sola partecipazione.

Intermezzo repubblicano: tra il 1810 e il 1816 si sviluppa un movimento indipendentista in tutta la Nuova Granada, con le prime dichiarazioni di indipendenza da parte di Quito e Caracas. Nell'attuale territorio colombiano si generarono insurrezioni in diverse città fino ad arrivare ad ottenere l'indipendenza di tutta la Nuova Granada. L'idea di indipendenza ha come oggetto l'esigenza di ridurre le imposte e di permettere la restituzione delle cariche amministrative e politiche ai “criollos”, mantendo comunque l'autorità del Re di Spagna sul tutto il territorio. Infatti la frase che motivò il primo movimento indipendentista fu “viva il Re e morte al malgoverno!”. A partire da questo momento inizia un periodo di grande instabilità politica nel tentativo di definire che tipo di governo adottare, federalista o centralista.

Tra il 1815-1816 Fernando VII prova a ristabilire il potere sulle colonie americane e ordina una campagna di riconquista della Nuova Granada e Venezuela. Questo periodo è conosciuto come “Regime del terrore” perchè vennero perseguitate e fucilate le figure più importanti del movimento indipendentista.

L'indipendenza 1819 – 1822: nel 1819 entra sul territorio della futura Colombia, dalle montagne nord orientali, l'esercito repubblicano, sotto il comando di Simòn Bolivar, con l'intento di fermare il passaggio dell'esercito spagnolo. A seguito delle battagli di Paya, Pantano de Vargas e del Puente de Boyacà, si pone fine alla dominazione spagnola. Bolivar riesce a raggiungere Santa Fe il 10 di agosto e dichiara la nascita della Repubblica Federale.

 


PRIMO SECOLO DELLA REPUBBLICA

 Dopo il trionfo dell'esercito di Bolivar e la cacciata del governo spagnolo, si mette in marcia il progetto bolivariano di una “Patria Grande”, nella quale rientravano le attuali repubbliche del Venezuela, Colombia, Ecuador e Panamà; però riprende vita il conflitto politico riguardo alla forma di governo che la nascente nazione liberata avrebbe dovuto assumere. La mancanza di accordi, le diversità di interessi e la dittatura imposta da Bolivar faranno fallire l'idea di un'America unita.

Federalisti e centralisti si contrapposero in lotte intestine, portando il paese ad una forte instabilità. E' in questo periodo che si mettono le basi per la costruzione dei due partiti politici tradizionali della Colombia: i conservatori riprendono le idee centraliste di Bolivar, mentre i liberali quelle federaliste, prendendo le distanze dal potere ecclesiastico.

Tra il 1834 e il 1884 il paese fu travolto da guerre civili interne: in totale si parla di una quarantina di guerre civili regionali, una nazionale e un colpo di stato, il tutto con lo sfondo del conflitto tra conservatori e liberali. Nel 1886 si arriva a scrivere una nuova Costituzione con la quale viene imposto un governo centrale e si delega il sistema educativo alla Chiesa cattolica.

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